Il Santo Padre Leone XIV inaugurerà, lunedì 14 settembre 2026, la mostra “AQVA” della Biblioteca Apostolica Vaticana, primo capitolo del ciclo espositivo quinquennale Catastrofe e Meraviglia. In mostra le opere di tre creativi contemporanei – l’artista JR, il tipografo Bill Moran e lo chef Fulvio Pierangelini – dialogheranno con il patrimonio e gli ambienti della Biblioteca del Papa in una riflessione dedicata all’acqua come minaccia e come risorsa. Un progetto realizzato in collaborazione istituzionale con Fondazione Roma e con il sostegno di Intesa Sanpaolo.
Città del Vaticano, 9 settembre 2026 – Il 14 settembre 2026 Papa Leone XIV inaugurerà AQVA, la mostra inaugurale del ciclo espositivo Catastrofe e Meraviglia. L’iniziativa segna un nuovo capitolo della centenaria storia della missione di conservazione e di divulgazione della Biblioteca Vaticana, proponendo una riflessione ampia e interdisciplinare sugli elementi naturali intesi come specchio delle paure e delle speranze dell’umanità.
Concepito come un viaggio attraverso le minacce che da sempre insidiano il patrimonio librario – dall’acqua al fuoco, dalla luce agli insetti fino all’intervento umano – il ciclo pluriennale invita il pubblico a superare la dimensione della paura per scoprire nuove possibilità di lettura e di creazione. Gli stessi elementi che rappresentano una minaccia per la memoria collettiva diventano quindi allegoria universale delle grandi inquietudini dell’uomo di fronte a tutto ciò che sfugge al suo controllo.
Il primo appuntamento, AQVA, si concentra sull’ambivalenza dell’acqua: elemento generatore di vita e, al contempo, forza distruttrice. Il percorso espositivo si sviluppa come un’esperienza immersiva che intreccia storia, scienza e linguaggi contemporanei, guidando il visitatore da una percezione iniziale di minaccia verso una progressiva riconciliazione con l’elemento naturale, tema quanto mai centrale nel contesto della crisi climatica globale che il pianeta sta attraversando. L’apertura del percorso è affidata all’installazione monumentale Diluvium dell’artista JR, allestita sulla facciata cinquecentesca, potente evocazione della vulnerabilità del sapere e della memoria. Il visitatore esplora poi i legami tra il patrimonio plurisecolare della Vaticana, il mondo acquatico e le creazioni contemporanee di Bill Moran e Fulvio Pierangelini, fino alla suggestiva Sala Barberini, trasformata in spazio di contemplazione.
Cuore scientifico e simbolico della mostra è l’Aquatilium animalium historia di Ippolito Salviani (1557), capolavoro che unisce sapere scientifico, arte calcografica e cultura gastronomica, presentato in due esemplari di straordinario pregio. «La mostra AQVA è anche l’occasione per celebrare i 470 anni dalla pubblicazione, che avvenne per iniziativa e a spese della Biblioteca Vaticana, del bellissimo trattato sui pesci del medico Ippolito Salviani, finito di stampare a Roma nel 1557» afferma don Giacomo Cardinali, Vice Prefetto e Commissario delle Attività Espositive.
Al suo fianco, una selezione eccezionale di manoscritti, libri a stampa, incisioni e oggetti provenienti dalle collezioni vaticane racconta il rapporto millenario tra acqua e conoscenza: dal De re coquinaria di Apicio ai racconti di viaggio di Giovanni Battista Ramusio, fino ai bestiari marini e alle curiosità numismatiche legate al mondo acquatico.
«Nella convinzione che, di fronte alle paure, sia più saggio fermarsi e affrontarle, ci siamo affidati a tre creativi dall’ingegno straordinario, scoprendo orizzonti inattesi proprio in ciò che abitualmente ci atterrisce», continua don Giacomo Cardinali.
A dialogare con questo patrimonio sono stati quindi chiamati tre protagonisti della scena contemporanea:
JR firma due installazioni site-specific dal forte impatto visivo ed emotivo che interrogano il rapporto tra natura e cultura. «C’è qualcosa di quasi mistico nei libri. Questi oggetti fragili racchiudono i pensieri del mondo; trasportano voci, storie e conoscenze attraverso i secoli. La loro forza è immensa, così come la loro vulnerabilità: la carta non oppone resistenza agli elementi. Portando un’onda nella Biblioteca Vaticana, DILUVIUM e UNDAE mettono a confronto questo paradosso. Che cosa può sopravvivere e che cosa scegliamo di preservare?» afferma JR.
Bill Moran attraverso i suoi Letterfishes trasforma la tipografia in linguaggio visivo, dando vita a creature marine composte da lettere, numeri e segni paragrafematici. «Il privilegio di realizzare un’opera per la Biblioteca Vaticana mi ha permesso di unire il passato al presente, affiancando le attrezzature tipografiche tradizionali della mia famiglia e i caratteri in legno d’epoca per creare nuovi LetterFish originali.» sostiene Bill Moran.
Fulvio Pierangelini esplora il legame tra acqua, cucina e memoria attraverso racconti gastronomici inediti – vere e proprie dichiarazioni d’amore per la materia prima, osservata e trattata con rispetto e dedizione, e condita con un filo di sofisticata ironia. «Sono molto felice di essere parte di questo progetto e dell’agenda ad esso collegata – spiega lo chef Fulvio Pierangelini – Nell’una e nell’altra racconterò storie e ricette di pesci scovati in uno splendido testo che questa preziosa biblioteca custodisce con infinita cura e saggezza.»
Un’ulteriore sezione, dedicata al Laboratorio di Restauro della Biblioteca Vaticana, chiude il percorso espositivo. L’acqua rivela ancora una volta la sua duplice natura: causa di degrado, ma anche strumento fondamentale per la conservazione e la rigenerazione dei materiali librari.
AQVA, curata da don Giacomo Cardinali, Simona De Crescenzo, Francesca Giannetto e Delio Proverbio, si configura così non solo come una mostra, ma come la prima tappa di un progetto culturale capace di connettere discipline, epoche e sensibilità diverse, offrendo al pubblico una riflessione profonda sul fragile equilibrio tra catastrofe e meraviglia, e un contributo importante alla consapevolezza del nostro rapporto con la natura, tanto più attuale e urgente quanto è critico il momento che stiamo vivendo.
La mostra sarà visitabile dal 25 settembre 2026 fino al prossimo 14 maggio 2027, il venerdì e il sabato secondo specifico calendario. Seguiranno presto maggiori informazioni.
Partner e ringraziamenti: il valore delle collaborazioni
Il progetto espositivo Catastrofe e Meraviglia e la mostra inaugurale AQVA sono resi possibili grazie alla collaborazione istituzionale con la Fondazione Roma e al sostegno di Intesa Sanpaolo, partner strategici delle iniziative culturali della Biblioteca Apostolica Vaticana.
In particolare, la Biblioteca Apostolica Vaticana e la Fondazione Roma hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che sancisce l’avvio di un gemellaggio triennale tra le due istituzioni, fondato su una visione condivisa e su una comune missione di valorizzazione, tutela e divulgazione del patrimonio culturale e artistico. Un sentito ringraziamento va al Presidente della Fondazione Roma, Franco Parasassi, per la sensibilità dimostrata nel sostenere il progetto e nel rafforzare il dialogo tra le istituzioni.
«Collaborare con una istituzione culturale così prestigiosa è per noi motivo di profondo orgoglio, ma soprattutto un atto di responsabilità verso la collettività – afferma Franco Parasassi, Presidente di Fondazione Roma – Il gemellaggio triennale con la Biblioteca Apostolica Vaticana non rappresenta solo un sodalizio d’eccellenza, ma la realizzazione di una visione comune: rendere il patrimonio artistico e culturale una risorsa disponibile, capace di ispirare, dialogare con il presente e stimolare una profonda riflessione sul nostro futuro. Con iniziative straordinarie come “AQVA. Catastrofe e Meraviglia” contribuiamo con convinzione a promuovere la nostra comune missione di custodi e divulgatori di cultura, affinché continui ad essere sempre un bene accessibile per tutti.»
La mostra AQVA rinnova inoltre la consolidata partnership con Intesa Sanpaolo, già protagonista del progetto giubilare e confermata come partner fondamentale per lo sviluppo delle iniziative espositive della Biblioteca Apostolica Vaticana.
Stefano Lucchini afferma: «Sostenere un progetto come “AQVA” è per Intesa Sanpaolo un grande onore: significa contribuire a rendere vivo e accessibile un patrimonio straordinario, favorendo il dialogo tra la memoria custodita dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e i linguaggi della contemporaneità. È una collaborazione che esprime pienamente il nostro impegno per la cultura, il sociale, l’ambiente, come strumenti di conoscenza. Sono le grandi sfide del presente per accompagnare i giovani a guardare con consapevolezza il futuro.»
Opere notevoli in mostra
- «DILUVIUM» – Installazione site-specific – la prima mai realizzata in Vaticano – creata da JR per la facciata della Biblioteca Vaticana, ispirandosi a una delle incisioni ideate da Gustave Doré per illustrare il diluvio universale, realizzata per l’edizione della Bibbia in traduzione francese (Tours, 1866). In mostra un esemplare dell’edizione italiana pubblicata nel 1870 a Milano da Treves (R.G.Bibbia S.70(1)). La maestosa onda di JR rappresenta, al contempo, l’elemento meraviglioso del prodigio naturale e quello catastrofico della sciagura, riassumendo l’ambivalenza dell’acqua, che è alla base della mostra.
- RICORDO DELL’ALLUVIONE DI FIRENZE – In cima allo scalone della Biblioteca un apposito allestimento ricorda – a 60 anni esatti – l’alluvione del 4 novembre 1966, in cui le acque dell’Arno, oltre a causare vittime umane, invasero le sale e i depositi della Biblioteca Nazionale. La gigantografia e le riproduzioni provengono da un album fotografico, conservato in Vaticana, che fu donato a papa Paolo VI, per illustrargli la portata dell’evento, dalla Gieffe – Agenzia fotogiornalistica (R.G. Fotografie Folio III.8).
- IL PIÙ BEL LIBRO DEL MONDO (E PERNO DELL’INTERA MOSTRA) – Negli ambienti espositivi sarà possibile ammirare un esemplare dell’Aquatilium animalium historia di Ippolito Salviani, meraviglioso trattato di ittiologia, pubblicato a spese della Vaticana nel 1557 (Stamp.Barb. M.X.53). Si tratta di un capolavoro di tipografia, di arte dell’incisione, essendo un libro splendidamente illustrato, ma anche di un testo che venne realizzato in obbedienza ai precetti della scienza moderna, occupandosi soltanto di quegli esemplari che l’autore aveva potuto osservare da vicino. Per reperire esemplari essiccati e disegni a grandezza e colori naturali, venne coinvolto anche il servizio diplomatico della Santa Sede in una operazione di vera e propria politica culturale.
- OPERE DI BILL MORAN – All’interno degli ambienti espositivi si trovano 14 opere – due in plexiglass, le altre stampate a mano su carta – di Bill Moran. La serie dei Letterfishes si caratterizza per l’uso dei caratteri della stampa tradizionale, per comporre non un testo, ma dei disegni: in questo caso delle creature marine. Se le si osserva da vicino e si prova a scomporle con gli occhi, ci si accorgerà che sono tutte ottenute dal bizzarro, libero e creativo assemblaggio di lettere, numeri e segni paragrafematici.
- TYPOTHECA VATICANA – All’interno degli ambienti espositivi si può vedere – per la prima volta – l’armadio della Typotheca, realizzato dalla ditta A. Fouchier e arrivato recentemente in Biblioteca assieme a tutto il suo contenuto. I 160 cassettini della parte superiore erano destinati a contenere le matrici in rame delle lettere, dalle quali venivano realizzati i corrispondenti caratteri di stampa. Una semplice scorsa alle targhette dei singoli cassetti può dare l’idea di quante fossero le lingue e gli alfabeti in cui stampava la tipografia pontificia.
- IL GIRO DEL MONDO… IN CUCINA – All’intero degli ambienti espositivi sarà possibile ammirare decine e decine di ricettari, provenienti dai diversi continenti e conservati nei fondi della Biblioteca Vaticana: dall’Europa alla Cina, dal Sud America alla Russia e al Giappone, tutti all’insegna della cucina di pesce. Particolarmente significativi uno dei due più antichi codici manoscritti del De re coquinaria di Apicio, che presenta una strana decorazione, perché il testo è presentato come se fosse un libro liturgico (Urb.lat. 1146), e un ricettario cinese di età Song in una rara edizione di fine Quattrocento, che risulta essere in Vaticano dalla metà del Cinquecento (R.I III.332).
- IL GENIO GASTRONOMICO (E LETTERARIO) DI FULVIO PIERANGELINI – Fulvio Pierangelini per la Biblioteca Vaticana ha accettato di scrivere sei racconti gastronomici a corredo dell’agenda 2027 (anch’essa esposta in mostra): testi brevi e raffinati, dalle immagini preziose e dalle dotte citazioni letterarie, artistiche e scientifiche, un che di poetico circonfonde le descrizioni anatomiche e i dettagli zoologici. Ma c’è anche una robusta vena ironica, che si specchia in un linguaggio che ha, a volte, esclamazioni da fumetto e virgolettati da racconto popolare, o da memorie di famiglia o personali. Opera di un vero e proprio letterato.
Presentazione alla stampa della mostra
Il prossimo 14 settembre, alle ore 8.30, giornalisti e operatori media accreditati potranno prendere parte alla presentazione alla stampa della mostra “AQVA. Catastrofe e meraviglia” negli spazi della Biblioteca Apostolica Vaticana, al termine della quale potranno assistere dal Cortile del Belvedere all’arrivo del Santo Padre.
Dopo un primo momento di presentazione negli ambienti espositivi, saranno a disposizione per interviste: il Bibliotecario e Archivista di S.R.C., S.E. Giovanni Cesare Pagazzi, il Prefetto della Biblioteca Apostolica, don Mauro Mantovani, il Vice Prefetto e Commissario degli Spazi Espositivi, don Giacomo Cardinali, gli altri curatori – Simona De Crescenzo, Francesca Giannetto e Delio Proverbio – i tre artisti: JR, Bill Moran e Fulvio Pierangelini, e, per i partner, il dottor Franco Parasassi, Presidente di Fondazione Roma, e il dottor Stefano Lucchini di Intesa Sanpaolo.
Accreditamento e accesso
I giornalisti e gli operatori media che intendono partecipare, devono inviare richiesta entro 48 ore dall’evento, esclusivamente attraverso il Sistema di accreditamento online della Sala Stampa della Santa Sede, all’indirizzo: press.vatican.va/accreditamenti
I posti saranno garantiti fino a esaurimento della disponibilità.
L’appuntamento per i giornalisti e gli operatori media accreditati sarà alle ore 7:30 presso la Sala Stampa della Santa Sede (via della Conciliazione 54), dove sarà possibile ritirare la propria tessera di accreditamento per poi essere accompagnati, dal personale della Sala Stampa, sul luogo dell’evento.
Link cartella stampa: https://cloud.vatlib.it/nextcloud/index.php/s/N3gr2PKYFqo4696
Alcune informazioni sulla Biblioteca Apostolica Vaticana
La Biblioteca Apostolica Vaticana è un’istituzione antica, luogo di conservazione e di ricerca appartenente al Papa e in stretto rapporto con il governo e il ministero della Sede Apostolica.
Dallo Scrinium attestato fin dal sec. IV, la Vaticana inizia la sua storia moderna con Niccolò V, che intorno alla metà del ‘400 decise di aprire le collezioni librarie papali agli uomini dotti (“pro communi doctorum virorum commodo”, Breve del 30 aprile 1451), e con Sisto IV, che diede un assetto più stabile all’organizzazione della Biblioteca con la Bolla Ad decorem militantis Ecclesiae del 15 giugno 1475.
Da sempre le sue ingenti collezioni costituite da manoscritti, materiale d’archivio, volumi a stampa antichi e moderni, monete e medaglie, stampe e disegni, materiale cartografico e fotografico sono aperte a studiosi qualificati di tutto il mondo senza distinzione di razza, religione, provenienza e cultura. La Biblioteca è specializzata nell’ambito delle discipline filologiche e storiche e, retrospettivamente, anche teologiche, giuridiche e scientifiche.


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