Il 28 maggio 2026, alla presenza dei familiari delle vittime, si è svolta la cerimonia ufficiale di intitolazione.
Roma, 28 maggio 2026 – Si è svolta oggi presso il Villaggio Fondazione Roma, struttura pionieristica votata all’assistenza ai malati di Alzheimer e Parkinson, la cerimonia ufficiale di intitolazione di sei abitazioni della struttura alla memoria dei giovani Achille Barosi, Chiara Costanzo, Emanuele Galeppini, Riccardo Minghetti, Sofia Prosperi e Giovanni Tamburi, vittime del tragico incidente che ha segnato la notte dello scorso capodanno.
L’incontro, alla presenza dei famigliari delle vittime, rappresenta l’attuazione di una decisione presa recentemente dal Consiglio di Amministrazione di Fondazione Roma, e pienamente condivisa dalle famiglie, con la chiara volontà di offrire una testimonianza concreta di memoria e speranza, a seguito di un evento straziante che ha profondamente scosso l’intera nazione.
“Le nostre vite sono state segnate indelebilmente dalla tragedia che ci ha travolti e sarebbe stato semplice abbandonarsi allo sconforto ed al rancore. Invece no, abbiamo sfidato noi stessi decidendo di onorare la memoria dei nostri figli rendendo la luce dei loro sorrisi talmente fulgida da offuscare il buio della nostra disperazione – hanno dichiarato le famiglie – In questi mesi ci siamo stretti l’uno all’altro e sostenuti tanto da percepirci come un’unica famiglia. La Fondazione Roma ha cementato questa nuova realtà, allargato questa famiglia regalandole un ulteriore valore: in un luogo nel quale i ricordi svaniscono, rimarrà indelebile, nel quotidiano, la presenza dei nostri Angeli, nella speranza che i loro volti con le loro espressioni possano perpetuare la loro energia, spandendone la gioia di vivere e la fiducia nel futuro, che in nessuno di noi dovrebbe scemare. Un sincero ringraziamento va al Card. Giovanni Battista Re che ha officiato la cerimonia di intitolazione e per la sua preghiera piena di conforto e speranza”.
Questa iniziativa nasce da una profonda riflessione sul valore del ricordo e assume una valenza simbolica ancora più forte, proprio per la natura stessa del luogo in cui prende forma. Dal 2018 ad oggi, il Villaggio ha ospitato in modo del tutto gratuito più di 300 persone, realizzando un’esperienza unica nel panorama socio-assistenziale pensata specificamente per malati di Alzheimer e Parkinson di livello medio o moderato.
E proprio in uno spazio dedicato a chi, per motivi patologici, perde progressivamente i propri ricordi, attraverso questa iniziativa di intitolazione, la Fondazione Roma e le famiglie coinvolte, hanno scelto di guardare oltre la tragedia, costruendo un percorso condiviso. Intendono, cioè, creare un ponte tra la fragilità degli assistiti e la comunità del Villaggio, che nel quotidiano si farà custode della memoria dei sei ragazzi scomparsi, affinché resti sempre viva e non si affievolisca.
Infine, per rinforzare ulteriormente questo legame emotivo, nella piazza principale del villaggio è stato svelato anche un imponente murales dell’artista italo-filippino Jerico. L’opera, che ritrae in modo stilizzato i sei giovani volti, vuole essere un simbolo visivo capace di parlare ad ogni visitatore, residente ed operatore, trasformando il dolore in una testimonianza indelebile, con un messaggio di speranza che celebri il valore della vita.
Oltre al tributo alle vittime, l’intera iniziativa intende porsi come monito ed auspicio, affinché drammi simili non si ripetano, ribadendo l’impegno costante della Fondazione nel promuovere contesti ed iniziative a tutela della dignità integrale della persona.
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