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Dalla Villa di Sette Bassi all’Hotel Sina Bernini Bristol: un capolavoro di età imperiale entra nel progetto “Arte fuori dal Museo”

Roma, Hotel Sina Bernini Bristol, 23 giugno – Come un frammento di mare scolpito nella pietra, riemerge dopo quasi duemila anni un raffinato frontone marmoreo con fregio di animali marini, databile tra la metà e la fine del II secolo d.C. e proveniente dalla Villa di Sette Bassi, nel Parco Archeologico dell’Appia Antica. Decorato con un tritone che doma un cavallo marino tra i flutti, il frontone rappresenta una testimonianza straordinaria della ricchezza artistica delle grandi residenze romane di età imperiale. L’opera entra oggi a far parte di un nuovo capitolo di “Arte fuori dal Museo”, il progetto promosso da LoveItaly in collaborazione con la Direzione Generale Musei del
Ministero della Cultura e Federalberghi Lazio, che porta opere dai depositi museali e da recenti scoperte archeologiche in luoghi accessibili e vivi della città.

Il frontone, riportato alla luce durante la scorsa campagna di scavo, è stato presentato all’Hotel Sina Bernini Bristol di Roma, in Piazza Barberini, dove turisti e visitatori potranno ammirarlo e, al tempo stesso, venire a conoscenza del Parco Archeologico dell’Appia Antica, uno dei complessi più straordinari della città, non sempre incluso nei percorsi di visita più tradizionali. “Sina Hotels è orgogliosa di aver contribuito al restauro di quest’opera, restituendo alla città di Roma un capolavoro di straordinario valore- ha detto Matilde Salvo, vicepresidente di Sina Hotels – Ci fa particolare piacere il richiamo al Tritone, che rende ancora più significativa la scelta di esporla presso il Sina Bernini Bristol, a pochi passi dalla Fontana del Tritone di Gian Lorenzo Bernini.”

Il manufatto proviene da un grande ninfeo che si apriva su uno degli ambienti di rappresentanza
della villa, uno spazio scenografico pensato per stupire, con fontane, nicchie e giochi d’acqua che si riversavano in una grande vasca. Secondo le ricostruzioni degli esperti, era uno degli ambienti più spettacolari del complesso, dove architettura e acqua si combinavano per creare un vero e proprio teatro visivo. Il frontone aveva probabilmente un gemello simmetrico al centro dei quali c’era un mascherone con getto d’acqua.

Nel corso dei secoli, la villa è stata pesantemente saccheggiata e quasi tutte le decorazioni sono andate perdute. Il frontone spezzato rappresenta oggi una rara eccezione: rinvenuto all’interno della vasca, e forse lì occultato in attesa di un recupero poi mai avvenuto, si è conservato in condizioni straordinariamente integre, diventando una testimonianza preziosa di quello che doveva essere l’aspetto originario del sito.

Il frammento architettonico conserva una sofisticata decorazione a bassorilievo con una figura maschile a torso nudo e coda di pesce, verosimilmente Tritone, figlio di Poseidone, che doma un cavallo marino tra le onde. Secondo gli esperti, la grande raffinatezza e ricchezza della decorazione è probabilmente frutto di una bottega artistica di grande talento e di una eccellente competenza stilistica.

Gli scavi hanno inoltre restituito dettagli che aiutano a immaginare l’effetto d’insieme: superfici decorate con tessere in blu cobalto e conchiglie contribuivano a creare un ambiente suggestivo, quasi immersivo, in cui il tema marino – lo stesso che ritroviamo nel fregio del pedimento – dialogava direttamente con l’acqua.

Interessante è stata anche la fase iniziale degli scavi, interrotti temporaneamente dal rinvenimento di un ordigno inesploso risalente alla Seconda Guerra Mondiale, probabilmente legato ai bombardamenti dell’area di Cinecittà. L’episodio ha reso necessaria un’accurata operazione di bonifica, a testimonianza di come la storia del sito attraversi epoche molto diverse, splendore, guerre e saccheggi, dalla Roma imperiale fino agli eventi del Novecento.

Il Parco Archeologico dell’Appia Antica rappresenta uno dei contesti più ricchi e affascinanti del patrimonio culturale romano, un luogo in cui natura, archeologia e storia si intrecciano lungo uno dei tracciati più iconici dell’antichità. “Vedere il frontone della Villa di Sette Bassi esposto in uno dei luoghi più prestigiosi di Roma, a pochi passi dalla Fontana del Tritone, è per noi motivo di grande soddisfazione – ha dichiarato Luigi Scaroina, direttore del Parco Archeologico dell’Appia Antica – Nei prossimi mesi, mentre prenderà forma il nuovo spazio espositivo all’interno del Parco che accoglierà l’opera in modo permanente, il Bernini Bristol offre al timpano una casa d’eccezione, e alla città un’occasione unica di avvicinarvisi. Ma il progetto non si esaurisce qui: i visitatori dell’hotel avranno la possibilità di proseguire il percorso dal vivo, con tour dedicati alla Villa di Sette Bassi e agli altri straordinari siti del Parco, lungo la Via Appia Antica, recentemente riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO”.

Il progetto si inserisce nell’ambito del protocollo di intesa con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, volto a promuovere modelli innovativi di valorizzazione del patrimonio.

LoveItaly, promotore del progetto, opera da anni per sostenere la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano: “Uno degli aspetti più importanti di questo progetto è la collaborazione tra pubblico, privato e non profit. – ha spiegato Tracy Roberts, vicepresidente di LoveItaly – Lavorare insieme per un obiettivo comune, far conoscere e valorizzare i tesori nascosti dell’Italia, è una sfida complessa, ma anche incredibilmente gratificante. È proprio da queste sinergie che nascono le iniziative che ci permettono di restituire il patrimonio culturale al pubblico e alla vita della città.”

Federalberghi Lazio è partner fondamentale del progetto “Arte fuori dal Museo”, contribuendo a creare una rete di strutture ricettive in grado di accogliere opere d’arte in sicurezza e valorizzarle presso un pubblico internazionale.

Il restauro del frontone è stato realizzato anche grazie alla partecipazione della Fondazione Roma, da anni impegnata nel sostegno a progetti culturali e di valorizzazione del patrimonio storico e artistico della città. “Per Fondazione Roma sostenere il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico significa investire nella memoria, nell’identità e nella crescita culturale della comunità – ha dichiarato Franco Parasassi, Presidente della Fondazione Roma – Il ritorno alla fruizione pubblica del Frontone del Tritone rappresenta un esempio virtuoso di come l’arte possa essere parte viva dello spazio urbano e occasione di incontro, conoscenza e partecipazione. Crediamo profondamente nel valore della cultura come bene condiviso e motore di sviluppo sociale. Progetti come “Arte fuori dal Museo” dimostrano, inoltre, quanto sia fondamentale la collaborazione tra istituzioni pubbliche, realtà private e fondazioni per restituire valore al patrimonio culturale e renderlo accessibile a un pubblico sempre più ampio.”

Tra gli altri sponsor dell’iniziativa figurano anche il Gruppo MAG, storico broker assicurativo che ha offerto la copertura assicurativa del progetto e che da anni sostiene con impegno la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, e Montenovi, azienda specializzata nel trasporto e montaggio di opere d’arte.

Gli scavi archeologici sono stati finanziati nell’ambito del Piano Nazionale Complementare al PNRR e sono stati diretti dall’archeologo Stefano Roascio e condotti sul campo dagli archeologi Diego Blanco e Valeria Vaticano, con la ditta Blasi Costruzioni. L’architetto Michele Reginaldi ha diretto i lavori e la restauratrice Roberta Boscherini ha coordinato gli interventi di restauro sul pezzo. Il progetto di collaborazione tra Parco Archeologico e LoveItaly è stato coordinato dalla responsabile dell’Ufficio Comunicazione e Promozione Lorenza Campanella che ha anche promosso le attività di coinvolgimento dei pubblici al cantiere di restauro attivo nel sito di Villa di Sette Bassi.

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