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Quattro appuntamenti a Palazzo Sciarra Colonna, a corredo della mostra “Dalla predicazione francescana ai Monti di Pietà”. Tra i protagonisti Stefano Zamagni, Renato Brunetta e Aldo Cazzullo.

Il primo incontro “L’eredità francescana nella società civile – La straordinaria attualità del suo messaggio”, si terrà giovedì 5 novembre, ore 18:00, presso Palazzo Sciarra Colonna, via Minghetti 22. Interverrà il Prof. Stefano Zamagni in dialogo con il curatore della mostra fra Lorenzo Turchi O.F.M.

Roma, 3 novembre 2026 – A ottocento anni dalla morte di san Francesco d’Assisi, Fondazione Roma promuove un ciclo di quattro incontri di approfondimento per esplorare l’attualità del messaggio francescano e le sue molteplici implicazioni culturali, sociali ed economiche. Il programma si inserisce nel percorso della mostra “Dalla predicazione francescana ai Monti di Pietà”, promossa da Fondazione Roma, in corso dal 7 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 a Palazzo Sciarra Colonna.

Attraverso il contributo di autorevoli esponenti del mondo accademico, istituzionale e culturale italiano, il ciclo di conferenze amplia la riflessione proposta dalla mostra, che ripercorre come il pensiero del Santo abbia ispirato la nascita di istituzioni di credito solidale (i Monti di Pietà) e il legame tra la predicazione francescana, l’attenzione ai più fragili e lo sviluppo di nuove forme di sostegno alla comunità. Gli incontri metteranno in relazione questa eredità con le questioni che attraversano la società contemporanea: il rapporto tra economia e solidarietà, il valore della persona e del bene comune, le forme della partecipazione civile e le radici dell’identità culturale italiana.

“Con queste conferenze vogliamo accompagnare la mostra con ulteriori occasioni di approfondimento e confronto, offrendo al pubblico strumenti per cogliere la straordinaria attualità del pensiero francescano”, dichiara Franco Parasassi, Presidente della Fondazione Roma. “Il dialogo con studiosi e protagonisti della cultura italiana ci permette di porre in relazione il patrimonio storico-archivistico con le grandi questioni del presente: la solidarietà, la centralità della persona, il bene comune e la responsabilità verso i più fragili. È questa la nostra vocazione primaria: fare della conoscenza del passato un’opportunità per comprendere meglio il presente e immaginare il futuro”.

Il programma di conferenze si aprirà giovedì 5 novembre con il Prof. Stefano Zamagni, economista e studioso di economia civile ed economia sociale ed il curatore della mostra fra Lorenzo Turchi O.F.M, con l’incontro “L’eredità francescana nella società civile – La straordinaria attualità del suo messaggio”. Al centro dell’appuntamento, la capacità del pensiero francescano di offrire chiavi di lettura per comprendere le dinamiche economiche e sociali del nostro tempo. Il Professore, in dialogo col curatore della mostra, approfondirà il legame tra l’eredità di san Francesco e le sfide della società contemporanea. 

“La sfida che il lascito dell’opera e del pensiero francescano oggi lancia a studiosi, corpi intermedi della società, imprenditori, policy-makers è quella di adoperarsi con coraggio per trovare i modi – che certamente esistono – per trasformare dall’interno il modello di economia di mercato che si è venuto a consolidare nel corso dell’ultimo mezzo secolo”, dichiara Stefano Zamagni. “Il fine da perseguire è quello di chiedere al mercato non solamente di essere in grado di produrre ricchezza e di assicurare una crescita sostenibile, ma anche di porsi al servizio dello sviluppo umano integrale, di uno sviluppo cioè che tenda a tenere in armonia le tre dimensioni dell’umano: quella materiale, quella socio-relazionale e quella spirituale. Il mercato “acivile”, infatti, mentre assicura avanzamenti sul fronte della prima dimensione, quella della crescita, non migliora certo le cose rispetto alle altre due dimensioni. Non si possono scarificare sull’altare dell’efficienza valori non negoziabili come la democrazia (sostantiva), la sostenibilità ecologica, la libertà positiva, cioè la libertà di conseguire e non solo la libertà di scegliere, la giustizia sociale e la pubblica felicità. Per tutto, ciò la figura di Francesco è ancor oggi bussola e guida sicura”.

“A partire dall’esperienza di Francesco d’Assisi e dalla sua radicale scelta di povertà, l’ordine francescano ha sviluppato nel corso dei secoli, una particolare attenzione alle condizioni materiali dell’esistenza, alle disuguaglianze sociali e ai problemi legati alla circolazione e all’uso della ricchezza”, afferma Lorenzo Turchi. “Nel Quattrocento, attraverso l’azione dei predicatori dell’Osservanza francescana, questa sensibilità si tradusse in iniziative concrete, tra le quali spicca la nascita dei Monti di Pietà, istituzioni concepite per offrire credito a condizioni sostenibili e contrastare le forme più gravose dell’usura. In questo affascinante viaggio si può vedere come la parola dei predicatori francescani abbia saputo incidere sulla vita delle città e sulle relazioni tra gli uomini. Ecco allora che l’eredità francescana continua a interrogare il nostro presente, invitandoci a riflettere sul rapporto tra economia, etica, pace, solidarietà e bene comune”.

Il programma di incontri

Il ciclo di conferenze proseguirà mercoledì 18 novembre con Renato Brunetta, Presidente del CNEL e la conferenza dal titolo “Corpi intermedi, società civile ed economia sociale: un modello-laboratorio per il governo delle transizioni, a ottocento anni da Francesco”. Stavolta, l’evento offrirà l’occasione per riflettere sul ruolo della società civile, delle istituzioni intermedie e dell’economia sociale nell’affrontare le trasformazioni del nostro tempo, alla luce dell’eredità francescana. “Francesco appartiene alla storia civile ed economica del Paese. Dalla sua scelta di vivere ‘senza nulla di proprio’ nacque tra i francescani una riflessione sull’uso dei beni e sul giusto prezzo, e i frati, scesi nelle città, furono tra i primi a capire i mercati e a promuovere i Monti di Pietà contro l’usura”, dichiara Renato Brunetta. “Quella visione è un fiume carsico che attraversa i secoli e riaffiora a Napoli nel 1754, nel pieno dell’illuminismo, quando Antonio Genovesi, dalla prima cattedra di economia d’Europa, la chiama ‘Economia civile’. Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro ha scelto di riscoprire questa tradizione, che passa per il mutualismo e la cooperazione e arriva fino a noi con un’idea del mercato fondata sulla fiducia e sulle relazioni. I corpi intermedi ne sono la forma concreta. La Costituzione, all’articolo 99, ha dato loro una sede di rappresentanza, il CNEL, e in questa consiliatura abbiamo voluto farne la ‘casa dei corpi intermedi’. Dalla demografia al clima, fino all’intelligenza artificiale, le transizioni di oggi chiedono consenso e mediazione e nessuna si governa per decreto. Corpi intermedi, società civile ed economia sociale sono il laboratorio in cui governarle”.

Giovedì 3 dicembre, invece, si darà spazio alle studiose della Biblioteca Apostolica Vaticana, che con Fondazione Roma ha stretto un gemellaggio pluriennale votato a promuovere cultura e conoscenza.  Durante la conferenza “Francesco d’Assisi tra codici e conii: un santo raccontato da manoscritti e monete” saranno dunque Claudia Montuschi, Direttrice del Dipartimento Manoscritti della Biblioteca Apostolica Vaticana, ed Eleonora Giampiccolo, Direttrice del Dipartimento Numismatico che, attraverso le testimonianze documentarie e numismatiche esposte in mostra, ad approfondire alcuni aspetti peculiari della storia e della memoria culturale legati al Poverello. 

Il ciclo si chiuderà in grande, il 10 dicembre con Aldo Cazullo, giornalista e scrittore, che nel corso dell’appuntamento “Francesco il primo italiano – Come e perché il Santo è divenuto la figura fondativa della nostra identità”approfondirà il ruolo di san Francesco nella costruzione dell’immaginario collettivo e dell’identità culturale italiana, ripercorrendo la diffusione della sua figura e la forza di una testimonianza che ha contribuito a definire, nel corso dei secoli, un patrimonio di valori condivisi. 

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