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Il Centro Integrato di Ricerca e Cura sulla malattia d’Alzheimer dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, sostenuto dalla Fondazione Roma, unisce ricerca, diagnosi e assistenza con l’obiettivo di accelerare il passaggio dal laboratorio al paziente e aprire nuove prospettive terapeutiche.

Roma, 21 settembre 2026  200 pazienti seguiti nel 2025, con una riduzione da un anno a soli 3 mesi dei tempi necessari per arrivare a una diagnosi. Nove mesi in più per provare a costruire un percorso e ad accedere alle terapie emergenti, per pianificare l’assistenza e coinvolgere il paziente quando la malattia è ancora in una fase iniziale. Sono questi alcuni dei principali risultati che contraddistinguono le attività del “Centro Integrato di Ricerca e Cura sulla malattia d’Alzheimer – Fondazione Roma” del Campus Bio-Medico, promosso dalla Biomedical University Foundation. 

Il progetto integra ricerca traslazionale, attività clinica e supporto socioassistenziale e ha permesso l’installazione di una risonanza magnetica 3 Tesla e di un laboratorio di neurofisiologia clinica presso la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, nonché la realizzazione di laboratori e facilities per la ricerca e la validazione preclinica presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma. Il centro mira a rappresentare un hub nel quale ricerca avanzata, cura e innovazione clinica convergono per trasformare le scoperte scientifiche in soluzioni applicabili, favorire l’individuazione precoce della malattia e produrre un miglioramento nella vita delle persone con Alzheimer e delle loro famiglie. Un modello che mette al centro la persona e che coniuga eccellenza scientifica, innovazione terapeutica e continuità delle cure.

Le attività e i risultati del centro sono stati approfonditi oggi, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, nel corso di un incontro presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma che ha riunito esponenti del mondo della ricerca e delle istituzioni, professionisti sanitari e realtà del terzo settore, con particolare attenzione anche al ruolo dei centri diurni nei percorsi di cura e assistenza delle persone affette da malattia d’Alzheimer. 

“La malattia di Alzheimer non coinvolge soltanto chi ne riceve la diagnosi, ma incide profondamente anche sulla vita delle famiglie”, ha commentato il Presidente dell’Università e della Fondazione Policlinico Carlo Tosti, che poi ha aggiunto: “Per questo è necessario un approccio che unisca ricerca e cura e riconosca, in ogni fase della malattia, la dignità e l’identità della persona. Il Centro traduce in pratica la visione che guida da oltre trent’anni il Campus Bio-Medico: mettere le competenze scientifiche e cliniche al servizio dei pazienti, con un’attenzione autentica ai loro bisogni e a quelli dei familiari. Il sostegno della Fondazione Roma e la collaborazione tra le realtà coinvolte ci consentono di riunire professionalità ed esperienze diverse, una condizione indispensabile per rispondere alla complessità della malattia”.

Il Presidente della Fondazione Roma, Franco Parasassi, ha ricordato come oggi in Italia “vivano oltre 1,4 milioni di persone con demenza, di cui 600.000 circa affette dalla malattia di Alzheimer, un numero destinato a crescere rapidamente anche a causa dell’invecchiamento demografico che interessa il nostro Paese”. Di fronte a una sfida di questa portata – ha spiegato Parasassi – “Fondazione Roma ha scelto da tempo di impegnarsi concretamente. Nel nostro Villaggio residenziale da anni garantiamo un modello di assistenza gratuita e all’avanguardia, unico in Italia, per le persone affette da Alzheimer, di grado lieve e moderato”, ha commentato ancora il Presidente della Fondazione Roma, che poi ha proseguito: “Il Centro Integrato Ricerca e Cura, promosso e realizzato in stretta collaborazione con l’Università Campus Bio-Medico di Roma e la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, rappresenta un vero e proprio hub d’eccellenza dove la ricerca avanzata incontra l’assistenza per svelare i meccanismi della patologia e sviluppare modelli di diagnosi sempre più precisi e tempestivi. Per Fondazione Roma, la ricerca e la cura si fondono in un unico grande obiettivo: trasformare l’innovazione scientifica in soluzioni reali, capaci di creare un impatto positivo sulla vita dei pazienti e delle loro famiglie, restituendo loro la speranza di un futuro dignitoso e sereno”.

“Il nostro lavoro di ricerca si concentra sui meccanismi patogenetici della malattia e punta a una sempre migliore definizione dell’evoluzione dell’Alzheimer”, ha affermato il professor Marcello D’Amelio, ordinario di Fisiologia umana e Responsabile dell’Unità di neuroscienze molecolari dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. “Ciò è possibile grazie a un approccio integrato in cui neurologia, neuropsicologia, neurofisiologia sperimentale, medicina di laboratorio, genetica e diagnostica per immagini possono operare in modo coordinato, con un passaggio diretto delle conoscenze dal laboratorio al paziente. Inoltre, la presenza nel Centro di tecnologie avanzate consente approfondimenti più dettagliati in tempi più rapidi. Per i pazienti e le famiglie significa accedere a un percorso diagnostico più lineare e tempestivo. Per la ricerca, disporre di un contesto in cui ogni osservazione clinica può generare nuova conoscenza e ogni scoperta sperimentale può essere verificata e valorizzata nella pratica di cura”. 

“Negli ultimi anni la ricerca sull’Alzheimer ha reso disponibili strumenti che stanno cambiando profondamente il modo in cui possiamo diagnosticare la malattia e intervenire sui meccanismi che ne stanno alla base”, ha spiegato il Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e professore ordinario Vincenzo Di Lazzaro, che poi ha continuato: “La novità del Centro non risiede soltanto nella disponibilità di biomarcatori e tecnologie diagnostiche avanzate, ma nella possibilità di integrarli in un percorso costruito sulle caratteristiche del singolo paziente. Dalla valutazione neurologica e neuropsicologica agli esami biologici e di diagnostica per immagini, ogni elemento contribuisce a delineare con maggiore precisione il profilo della malattia, comprenderne la possibile evoluzione e orientare le scelte cliniche”.

“Questo centro rappresenta per noi un motivo di particolare orgoglio: è il risultato concreto della capacità di mettere in connessione competenze, risorse e visioni, che è al cuore della missione della Biomedical University Foundation”, ha osservato il presidente della Biomedical University Foundation Alessandro Pernigo. “Grazie al sostegno di Fondazione Roma e all’eccellenza scientifica dell’Università e del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, un progetto di innovazione diventa oggi una realtà di ricerca e cura al servizio delle persone e delle loro famiglie”. 

All’iniziativa sono anche intervenuti il Presidente dell’Advisory Board della Biomedical University Foundation Paolo Arullani e il dirigente dell’Ufficio Relazioni Internazionali dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) Armando Magrelli. Nel corso della mattinata si è anche svolta una tavola rotonda dedicata al ruolo dei centri diurni curata dalla Fondazione Alberto Sordi, l’ente del Sistema Campus Bio-Medico specializzato in particolar modo nel sostegno a favore degli anziani e delle persone fragili e non auto-sufficienti. Una sessione di approfondimento, quest’ultima, che ha visto protagonisti il medico dell’Unità di Neurologia del Policlinico Campus Bio-Medico Fioravante Capone, la responsabile del Centro Diurno Alzheimer della Fondazione Sanità e Ricerca Alessia Fiandra, la responsabile del Servizio Centro Diurno Anziani Fragili e Assistenza Domiciliare della Fondazione Alberto Sordi Francesca Lospoto e il coordinatore dell’équipe multidisciplinare del Villaggio Fondazione Roma Michele Questa