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A settant’anni dalla scomparsa di Giuseppe Capograssi, tra i maggiori filosofi del diritto del Novecento italiano e giudice della Corte costituzionale, l’Unione Giuristi Cattolici Italiani, UGCI, la rivista Nova Itinera. Percorsi del diritto nel XXI secolo e la Fondazione Roma hanno promosso due giornate di riflessione e memoria dedicate alla sua figura, al suo pensiero e alla permanente attualità della sua lezione per il costituzionalismo repubblicano.
Ieri sera, 7 maggio, nella Basilica parrocchiale di San Vitale al Quirinale la S. messa in suffragio nel settantesimo anniversario della scomparsa del grande filosofo del Diritto, celebrata dal Consulente ecclesiastico dell’UGCI il cardinale Francesco Coccopalmerio e animata dal Coro dell’Opera di Roma diretto da Ciro Visco. Oggi, venerdì 8 maggio, il convegno “Giuseppe Capograssi e i valori della Costituzione. Il diritto nella luce di Cristo”, alla Fondazione Roma, nella Sala Conferenze “Gaetano Rebecchini” di Palazzo Sciarra Colonna, per approfondire il contributo di Capograssi alla comprensione della Costituzione repubblicana, non soltanto nella sua genesi ideale, ma anche nella sua interpretazione più profonda, fondata sulla centralità della persona.

Proprio sul concetto di persona, con echi rosminiani, è intervenuto in apertura di convegno il cardinale Coccopalmerio, sottolineando la consonanza di pensiero fra Capograssi e Rosmini, soprattutto per quello che riguarda il concetto di diritto, che Rosmini ha concentrato nella famosa formula: ‘La persona è il diritto sussistente’. Spiega il cardinale, presidente emerito del Pontificio Consilio per i testi legislativi, come capire il concetto di diritto partendo da questa formula: “Io credo che possiamo intendere il diritto come un’esigenza della persona, che quindi è inerente alla persona, è un modo di essere della persona, si direbbe in filosofia scolastica, un “accidens” della persona. Per cui, se è una realtà inerente alla persona, si può capire che il diritto è sussistente, anzi si identifica con la persona o la persona è il diritto”.

Il presidente centrale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, Damiano Nocilla, chiarisce il perché di questo convegno che va ricercato soprattutto nel profondo legame tra l’Unione Giuristi Cattolici Italiani e Giuseppe Capograssi, che dopo aver partecipato, fino alla proclamazione della Repubblica, ad una sorta di sostegno a quella che era la resistenza, opposizione silenziosa al fascismo, tenne poi per il resto una vita assolutamente appartata, tuttavia l’unica associazione cui Capograssi partecipò attivamente fino alla morte è stata l’Unione Giuristi Cattolici. Il professor Nocilla spiega il motivo di questa vicinanza all’UGCI: “Io credo che Giuseppe Capograssi abbia trovato nell’Unione non solo la conferma di quella sua importantissima tesi per cui scienza e tecnica del diritto sono sostanzialmente la stessa cosa, si identificano, ma anche che abbia trovato in qualche modo nel modo di procedere della nostra unione, la realizzazione in concreto di quello che lui chiamava il metodo periferico. Il metodo periferico per lui era partire dai piccoli, dai problemi man mano che si sviluppano, si presentano, per poi arrivare al centro del problema del diritto, dell’esperienza giuridica. Capograssi teneva moltissimo a che il metodo non fosse un metodo che partisse da un’idea preconcetta per poi attuarla nel concreto, ma fosse un metodo che partisse dal caso concreto per poi giungere a una sintesi, cioè alla visione completa dell’esperienza giuridica”.

Il professor Nocilla ha dato lettura del messaggio che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire al Convegno: “Rivolgo un saluto molto cordiale ai partecipanti all’incontro di studio in memoria di Giuseppe Capograssi, giurista, avvocato, professore universitario di filosofia del diritto e di dottrina dello Stato, giudice della Corte costituzionale all’atto del suo primo insediamento. Capograssi, filosofo di straordinaria originalità, è stato un essenziale punto di riferimento per i giuristi impegnati nella ricostruzione costituzionale dopo la Seconda guerra mondiale. Il suo pensiero ha ispirato il Codice di Camaldoli e il costituzionalismo della Repubblica, in particolare la definizione del principio personalistico sancito all’articolo 2 della Costituzione. Le riflessioni dell’illustre giurista, orientate alla comprensione del mondo moderno, incentrate sulla condizione della persona umana e sulla sua proiezione sociale, forniscono una prospettiva attuale anche per la lettura della realtà contemporanea. Nella società di massa, dominata in misura crescente dalla tecnologia e dall’automazione, il rischio che si possa ripetere quel processo di annichilimento dell’uomo, che è stato alla base dei totalitarismi del Novecento, non è scongiurato per sempre. La lezione di Capograssi ci rammenta che il diritto non può ridursi a strumento di gruppi dominanti, ma deve avere come caposaldo il rispetto della dignità della persona. A quanti partecipano a questa giornata di studio, formulo gli auguri di un proficuo lavoro”

Il direttore della rivista Nova Itinera. Percorsi del Diritto nel XXI secolo, il magistrato Stefano Amore, sottolinea: “L’iniziativa intende riportare al centro dell’attenzione pubblica una figura decisiva del mondo cattolico e della cultura giuridica italiana. Per Capograssi, il diritto non può essere compreso soltanto come norma emanata, testo vigente o comando dell’autorità. Esiste, prima e oltre la statuizione formale, un diritto che nasce nell’esperienza concreta, nelle relazioni sociali, nelle forme spontanee attraverso cui la vita umana cerca ordine, stabilità e riconoscimento. Il diritto positivo non crea dal nulla questa esperienza: può raccoglierla, disciplinarla, tradurla in forma; ma quando pretenda di sostituirsi interamente ad essa, si separa dalla sua radice vitale”.

La Fondazione Roma considera parte della propria missione promuovere occasioni di confronto culturale e di approfondimento sui grandi temi della società contemporanea, favorendo il dialogo tra pensiero, istituzioni e mondo delle professioni. In quest’ottica, ospitare presso la Fondazione Roma un’iniziativa dedicata a Giuseppe Capograssi, nel settantesimo anniversario della sua scomparsa, rappresenta per noi un motivo di particolare orgoglio e responsabilità istituzionale. La sua figura continua infatti a offrire un riferimento essenziale non solo per la cultura giuridica italiana, ma più in generale per una riflessione civile fondata sulla centralità della persona, sul valore della coscienza e sul legame profondo tra diritto, comunità e bene comune” ha dichiarato il Presidente della Fondazione Roma Franco Parasassi che conclude “Siamo lieti di accogliere un convegno che riunisce autorevoli esponenti del mondo accademico, giuridico ed ecclesiale per riflettere sull’eredità di un protagonista così significativo della storia costituzionale italiana”

In occasione del convegno, Poste Italiane ha realizzato una cartolina commemorativa un annullo filatelico speciale. La cartolina raffigura Capograssi sullo sfondo del Palazzo della Consulta, richiamando il legame tra la sua figura e la nascita della Corte costituzionale. L’annullo, datato 8 maggio 2026, fissa invece il momento della celebrazione pubblica, trasformando il convegno in un segno destinato a rimanere nella memoria filatelica e istituzionale. L’iniziativa non ricorda soltanto il filosofo del diritto e il giudice costituzionale, ma richiama il significato più profondo del suo pensiero: l’attenzione alla persona, alla coscienza giuridica e ai valori che fondano la Costituzione repubblicana. Cartolina e annullo diventano così un piccolo ma significativo omaggio a Capograssi, testimone di una concezione alta del diritto e ancora oggi riferimento essenziale per comprendere il senso morale e civile della nostra Costituzione.