Franco Parasassi, Presidente della Fondazione Roma: «Dobbiamo costruire le condizioni affinché ciò che fa bene sia davvero accessibile a tutti»
Roma, 23 settembre 2026 – La salute non dipende da un’unica scelta, ma da un insieme di condizioni che si costruiscono nel tempo. Alimentarsi in modo equilibrato, poter accedere a cibo di qualità, praticare attività fisica e acquisire fin dall’infanzia gli strumenti per compiere scelte consapevoli sono elementi che si rafforzano a vicenda e costituiscono la base della prevenzione. È questo il filo conduttore del XIV Simposio della Fondazione Roma, “Salute, Sport, Educazione e Sicurezza Alimentare”, che si è svolto oggi a Palazzo Sciarra Colonna.
L’incontro, condotto da Novella Calligaris, atleta e giornalista, ha visto la partecipazione del Ministro della Salute Orazio Schillaci, del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi (in videocollegamento), del Presidente del Consiglio Superiore di Sanità Alberto Siracusano, Professore Emerito di Psichiatria dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, del Prof. Paolo Sbraccia, Professore Ordinario di Medicina Interna presso il Dipartimento di Medicina dei Sistemi dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, e della Dott.ssa Sara Farnetti, specialista in Medicina Interna e Ph.D. in Fisiopatologia della Nutrizione e del Metabolismo. Ha concluso il dibattito il Presidente della Fondazione Roma, Franco Parasassi.
I dati mostrano quanto sia necessario spostare sempre più l’attenzione dalla cura alla prevenzione. Nel 2025, secondo l’Istat, il 46,4% degli adulti in Italia era in eccesso di peso, con l’11,6% nella condizione di obesità, un fenomeno che rende sempre più importante affrontare la salute attraverso una strategia complessiva. In questa prospettiva, l’alimentazione non è soltanto una questione di comportamenti individuali, ma anche di educazione e consapevolezza. L’Italia, culla della dieta mediterranea, sta vivendo una trasformazione delle abitudini alimentari che rischia di indebolire proprio quella componente vegetale che ne rappresenta uno degli elementi distintivi. Nel 2024 soltanto il 16,2% (dati Istat) della popolazione di 3 anni e più consumava almeno quattro porzioni di frutta e/o verdura al giorno.
Educare a mangiare bene significa ricostruire una cultura del cibo, aiutando soprattutto bambini e ragazzi a comprendere il valore della varietà, della qualità e dell’equilibri ma non basta se non tutti hanno la possibilità concreta di accedere a cibo sano e nutriente. La difficoltà economica può incidere sulla qualità e sulla varietà della dieta, mentre cambiamenti climatici e vulnerabilità delle filiere pongono nuove sfide alla disponibilità degli alimenti. Garantire sicurezza alimentare significa quindi fare in modo che cibo sano e nutriente sia accessibile a tutti e disponibile nel tempo.
Accanto a ciò che mangiamo conta anche ciò che facciamo. Il movimento è una delle forme più semplici e immediate di prevenzione, ma continua a non essere sufficientemente presente nella quotidianità. Nel 2025, sempre dai dati Istat, risulta che il 30,8% della popolazione italiana di 3 anni e più risultava sedentario, non praticando né sport né attività fisica nel tempo libero. Anche in questo caso, l’educazione ha un ruolo decisivo: insegnare il valore del movimento significa contribuire a trasformarlo da attività occasionale a comportamento stabile e parte integrante dello stile di vita.
«Non basta dire alle persone cosa fa bene: dobbiamo costruire le condizioni affinché ciò che fa bene sia davvero accessibile a tutti», ha dichiarato Franco Parasassi, Presidente della Fondazione Roma. «La prevenzione non può essere affidata soltanto alle scelte individuali: richiede cultura, consapevolezza, opportunità e contesti capaci di rendere più semplice adottare e mantenere stili di vita sani. È una responsabilità che riguarda tutti e che dobbiamo assumere soprattutto nei confronti delle nuove generazioni, traducendo i principi della prevenzione in azioni concrete. È in questa direzione che, come Fondazione Roma, vogliamo avanzare una proposta concreta: inserire nel Piano Welfare della Fondazione, a beneficio del Personale, un servizio strutturato di consulenza e supporto sui temi della corretta nutrizione e dell’adozione di sane abitudini alimentari. Un’iniziativa che, oltre a rappresentare un investimento sul benessere delle nostre persone, potrebbe diventare un modello replicabile anche in altri contesti: nelle fondazioni, nelle amministrazioni pubbliche e nelle imprese private. Perché promuovere la salute nei luoghi di lavoro significa non solo prendersi cura delle persone, ma anche contribuire a costruire una vera cultura della prevenzione. Inoltre – ha concluso Parasassi – per uscire dall’ambito interno, sulla scia di quanto la Fondazione ha fatto con riferimento al settore della space economy, sosterremo un’operazione di venture capital a favore di start up italiane, con l’obiettivo di incentivare la creazione di piattaforme digitali per aiutare nell’acquisto di alimenti sani in funzione delle proprie esigenze personali e del proprio quadro clinico».
«La prevenzione è il primo e più efficace strumento per proteggere la salute e contrastare molte patologie croniche. Per questo come Governo ci siamo mossi per potenziarla, anche con investimenti specifici. Trovo prezioso l’impegno che arriva in questo ambito anche dalla Fondazione Roma. Di fronte all’invecchiamento progressivo della popolazione, dobbiamo promuovere sempre di più una vera e diffusa cultura della prevenzione, che parte da dei corretti stili di vita: da una buona alimentazione, dal contrasto delle abitudini dannose, come il fumo e la sedentarietà e dalla promozione del movimento. Investire oggi sulla prevenzione significa contribuire a costruire una popolazione più sana e un Servizio sanitario più sostenibile domani», ha dichiarato il Ministro della Salute, Orazio Schillaci.
«L’attività sportiva in tutte le sue forme, esattamente come recita la nostra Costituzione all’art.33, è una componente essenziale del benessere psicofisico delle persone, perché agisce prima che il bisogno di cura si manifesti, rafforzando le difese immunitarie e, in generale, l’organismo umano», ha commentato il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. «Per questo, come Governo, stiamo costruendo dal primo giorno del nostro mandato un modello italiano di sport, non orientato solo alla competitività o ai grandi avvenimenti, ma che sia capace di mettere insieme scuola, salute, alimentazione, educazione, ambiente e pratica sportiva, creando opportunità diffuse e non solo per adolescenti e ragazzi, ma anche per gli over 65. Il nostro obiettivo non è soltanto aumentare il numero di chi fa sport, ma fare in modo che il movimento diventi una scelta possibile, accessibile e consapevole, e parte integrante dello stile di vita delle persone e della crescita delle nostre comunità. Grazie alla Fondazione Roma e al suo presidente Parasassi, per questa occasione di riflessione e confronto sul grande tema della qualità della vita al quale dobbiamo dedicare sempre più attenzione, partendo dalla consapevolezza dei fattori che contribuiscono al suo auspicabile e possibile miglioramento», ha concluso Abodi.
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